Tempi oscuri per Valkir. Il ragazzo era da tempo fuggito dall'orfanotrofio, l'orrenda prigione per bambini come la pensava lui, per poi vagare senza meta in cerca di soddisfare il proprio desiderio di sangue. Infatti, dopo essere fuggito dalla sua prigione, uccidendo una guardia con il suo particolare potere psicocinetico ancora tutto da sviluppare, Valkir girovagava di villaggio in villaggio, uccidendo ogni essere sul suo cammino, provando piacere nel sentirgli urlare per la sofferenza ed il dolore a loro inferto.
Nel suo vagare, Valkir incontrò un piccolo villaggio con una maestosa costruzione al centro: un antico tempio. Attratto da quella struttura si immerse col favore delle tenebre all'interno del centro abitativo, furtivamente, passando di casa in casa, e soffocando gli abitanti ad uno ad uno, silenziosamente, sterminandoli tutti e provando un piacere sempre crescente ed un sempre maggiore desiderio di sangue.
La luna piena spiccava nel cielo notturno circondata dalle stelle, incoronandola come pietre preziose di una corona. Un leggero vento, fresco e pungente che penetrava nelle ossa spirava quella sera. Poche nuvole solcavano i cieli con il loro candido colore e le loro soffici forme.
Ma tutto ciò non degnò di uno sguardo Valkir, intentò nelle sue manie omicide.
Uscito dall'ultima casa, ognuna di esse poste attorno ad una piazza centrale ove sorgeva il tempio, il ragazzo decise di perlustrare l'ultimo edificio in cerca di vite da spezzare e curioso per la pittoresca costruzione, ai suoi occhi ignoranti.
Il tempio era totalmente in pietra, maestoso, ma rovinato dal tempo, con un imponente colonnato come entrata dal quale passava una piccola parte di luce crepuscolare, inondando l'interno di una mistica penombra.
Valkir entrò sicuro e senza titubare, attraversando la soglia del tempio considerato a quei tempi pagano. Si trovò dinnanzi un lunghissimo colonnato che costeggiava un tappeto rosso diretto verso il fondo della costruzione, ove la luminosità si indeboliva rendendo la visione più difficoltosa.
Il giovane continuò col suo passo sicuro sino a giungere i fronte ad un piccolo altare in pietra con sopra un polveroso libro, misterioso e circondato da un'aura soprannaturale, mistica.
La copertina era nera come la pece, mentre le pagine all'interno candidamente bianche. Il titolo del libro era illeggibile, scritto in greco antico.
Valkir aprì il libro, sfogliando le pagine ad una ad una, senza comprendere cosa vi fosse scritto al suo interno. Fino a che egli non giunse ad una particolare pagina, totalmente nera e con le scritte bianche in lingua comprensibile.
Ivi era narrato la leggenda di un dio, spietato ma al contempo generoso, con l'intento di voler riportare il mondo in uno stato di pace, liberandolo dagli esseri umani che lo stavano devastando. Questa entità superiore era Hades, dio della morte e dell'Aldilà. Questi, circondato dai suoi fedeli e malvagi servitori, gli specter, da sempre tenta di raggiungere il suo scopo, ma venendo sempre respinto da un benevolo influsso protettore degli uomini e della giustizia, Athena e i suoi saint.
Valkir rimase stupefatto da tal lettura. Ora la sua vita aveva uno scopo, più profondo e significativo di uccidere le persone per proprio piacere. Esso era divenire un specter di Hades.